
La *Dead Internet Theory* è arrivata anche sui giornali italiani, e come spesso accade quando una teoria complottista diventa abbastanza popolare da essere raccontata dai giornali, il rischio è di buttarla via tutta intera.

Si fa un gran parlare di banche italiane, MPS, Banco BPM, Mediobanca, Generali, Intesa, UniCredit, BPER, Unipol, Crédit Agricole, governo, golden power e “interesse nazionale”. Ma spesso il racconto si ferma alla superficie: l’Italia ha passato decenni a celebrare il piccolo, le microimprese, le banche del territorio, il credito relazionale, il capitalismo di provincia. Ora scopre che, nel capitalismo finanziario contemporaneo, piccolo non significa più libero: significa comprabile.

As I write this — I should reach a stable version shortly, it will be v1.0.1 — I am working on my ActivityPub server, turning the fork into something different, and I came across a piece of code that describes the behaviour of the block function.

Mentre scrivo — dovrei arrivare a una versione stabile tra poco, sarà la v1.0.1 — il mio server ActivityPub, trasformando la fork in qualcosa di diverso, mi sono imbattuto in un pezzo di codice che descrive il comportamento della funzione block.
La fork la trovate qui: https://git.keinpfusch.net/loweel/Aktor-2.

DISCLAIMER: non sto partecipando a nessuna crociata contro la AI. Non mi piacciono le crociate. Per me e' uno strumento, e puo' essere…

Una cosa bizzarra che vi succede, se vivete all’estero e avete una certa età — diciamo se siete GenX — è notare come…

Since I started working, together with my company, on the European project for digital sovereignty, I have begun to understand something I had previously only sensed: a disaster of epic proportions has fallen upon open source.

Da quando ho iniziato a lavorare, insieme alla mia azienda, al progetto europeo per la sovranità digitale, sto capendo una cosa che prima intuivo soltanto: sull’open source si è abbattuto un disastro di proporzioni epocali.

One of the most absurd accusations in the crusade against AI is that it “steals” the content it uses for training. And the even more absurd thing is that, in order to work, this narrative desperately needs to lean on the notion of copyright. Without that conceptual crutch, in fact, the word “theft” would immediately begin to creak.

Una delle accuse più assurde della crociata contro la AI è quella di “rubare” i contenuti che usa per addestrarsi. E la cosa ancora più assurda è che questa narrativa, per funzionare, ha un bisogno disperato di appoggiarsi alla nozione di copyright. Senza quella stampella concettuale, infatti, il termine “furto” comincerebbe subito a scricchiolare.